Recensioni
F.V.K. (alias Cro-Mags) + Die! + Payback live @ Jailbreak, Roma, 15/11/2006 mit photogallery!

venerdì 17 novembre 2006


Dopo la splendida serata dello Spike Fest, pensavo che per quest'anno avessimo raggiunto un degno apice, una sorta di non plus ultra per questo 2006 quasi arrivato alla fine, giunto tra l'altro in un periodo nel quale c'era stata una certa penuria di concerti e serate veramente degne di nota. Questa convinzione, un po' ignorando dei concerti più o meno prossimi che promettono bene, un po' inebriata dalla bella serata trascorsa, era fondamentalmente ed effettivamente legata al concerto oggetto di questo report. Mi spiego meglio: ero assolutamente titubante riguardo alla serata al Jailbreak. I motivi erano molteplici, partendo dal mio simpatizzare con Flanagan (eh sì, a ognuno le sue preferenze) nell'infinita diatriba con John Joseph, fino ad arrivare alla poca fiducia che ho in qualsivoglia reunion o simil-reunion tour, che spesso hanno dimostrato di essere pessime idee (un esempio recente, il concerto dei Bold al forte mesi fa, la cui performance fu vagamente imbarazzante...). Insomma, ero titubante. Polemica oltretutto, ho passato le ultime settimane a sottolineare quanto gli F.V.K. non fossero i Cro-Mags...
Alla fine però ho ceduto. Curiosità, forse, mista a consapevolezza di una setlist che avrebbe accontentato tutti, amici che suonavano, interesse a testare il mantenimento fisico di mr John Joseph... e allora ok. Andata.
Ieri sera, sul presto - temendo una folla incredibile - ci siamo diretti in quel del Jailbreak. Non erano ancora le 10 e già c'era gente (niente in confronto a quella che sarebbe arrivata dopo, ma insomma ci si poteva fare un'idea), tantissimi pervenuti da altre parti d'Italia, un'atmosfera fortunatamente rilassata. Il primo gruppo a salire sul palco, dopo tanti mesi di assenza dai palchi romani (esclusa la performance pomeridiana in quel di Hellnation due settimane fa), sono i Die!. Bel concerto davvero, solito mix di pezzi ''antichi'' e nuovi, formazione oramai consolidata e vincente. Un solo problema, il pubblico. Non mi riuscivo a capacitare, mentre zompettavo di qua e di là per fare foto, del perchè tutti fossero imbarazzantemente immobili. Eppure cioè, stiamo parlando di un signor gruppo, durante i cui concerti la gente (che per la maggior parte era quella che stava sotto quel palco) si ammazza. Sarà la maledizione del primo gruppo. È come se la gente avesse dei timori riguardo al muoversi/fare caciara. La security impettita davanti al palco non deve essere stata un incentivo. In ogni caso, grande apertura di serata. Dopodichè è il turno dei Payback, il gruppo romano che sicuramente aveva più diritto di tutti a condividere il palco con questa ''specie'' di Cro-Mags, però la vostra reporter non è perfetta ed ahimé ha anche una vita privata, oltretutto spronata dall'aria NYHC che aleggiava tutto intorno: ha passato praticamente tutto il tempo del set dei Payback fuori a litigare. Succede. Quindi nn posso esprimermi, ma ho sentito un giudizio unanime da chi era presente: come si dice a Roma, hanno spaccato.

Dopo di loro, il gruppo tanto atteso. Il locale era oramai stracolmo di gente e il calore, sia quello effettivo che quello del pubblico, aumentava sempre di più. I Fearless Vampire Killers, formazione composta dal signor John Joseph, accompagnato da Tom Capone dei Bold, Cache Tolman dei Quicksand, e da quello che fu il battersita dei Cro-Mags al tempo della registrazione di "The age of quarrel", Mackie Jaysons, salgono sul palco. Già all'attacco di ''World peace'' è delirio. Da qui in poi sarà un crescendo di stage divings, singalong, improvvisate guest star al microfono... dal palco, dove mi ero appollaiata per fare le foto, lo spettacolo era invidiabile. Fanno fondamentalmente i pezzi di "The age of quarrel" con un'extra, se così la si può definire, ovvero "Crash the demoniac", alternati a svariate cover (eccezionali, devo dire) dei Bad Brains, su tutte "I against I" e "Attitude". I picchi di emozione, per quanto mi riguarda, si sono toccati con "Don't thread on me" e "By myself" (con tanto di Damiano Payback come guest voice). John Joseph, per rispondere alle mie curiosità pre-concerto, si è molto ben mantenuto: tiene il palco benissimo, salta, canta - e la voce ce l'ha tutta, e purtroppo attacca anche infiniti pipponi, che spaziano tra gli argomenti più disparati, da Bush alla diatriba su Chi ha scritto le canzoni dei Cro-Mags, passando per coloro che fanno musica solo per soldi... musicisti impeccabili, canzoni da paura, un bel concerto, pieno di facce sorridenti sopra e sotto il palco - e ultimamente questa è un'affermazione che si può fare sempre meno. Il gran finale con "Hard times", dove la follia diventa totale e c'è gente che salta fuori ovunque, da sotto il palco, dai lati del locale, da quelle specie di piani rialzati che ha il Jailbreak. Bellissimo. Bloodclot saluta tutti e urla "Hare Krishna", e mi strappa un sorrisetto malizioso (vi giuro che l'ha urlato, e l'aveva anche già detto: io ero li, sentivo bene, forse nel caos generale la cosa non è risaltata - specifico perchè ci sono stati dibattiti in riguardo). Insomma che altro dire: una seratona.

Soddisfacente, e soddisfacente il doppio considerando che ero anche scettica al riguardo. Tanta gente (tanta gente e che gente: tanti assenti in una serata di vero hardcore, checchè se ne dica, soprattutto tanti assenti da quelle file di persone che della parola hc ne fanno un vanto - e non andrò oltre), bei gruppi, bell'atmosfera. E a fine serata, tutti con sorrisoni grandi così, ci aggiravamo compiaciuti... e per un attimo ho messo da parte il mio schieramento dalla parte di Flanagan... John Joseph era lì, come esimersi dal farsi una foto con lui (e che foto!) se non altro per amor della gag? Degna conclusione di una mega-serata.

[Miss F]



Photogallery - 11 scatti inediti.



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