![]() Recensioni Stella Iasiello - Ho smesso di scrivere poesie (Il Foglio, 2004) sabato 22 gennaio 2005 Ciò che piace di più - copertina a parte: è firmata Devis Pedroni ed è davvero ben riuscita – di questo libro è forse proprio il suo titolo. Ho smesso di scrivere poesie non è certo banale. Fissa una presa di coscienza, sa di autoanalisi che parte dal singolo disagio per divenire autentica denuncia della decadenza imperversante.
Dal particolare al generale. Dalla psicologia alla Sociologia. Dalla ragazza Stella alle donne che arrancano, per non perdere i propri ideali, in una comunità/Stato self-service dove tutto finisce per non avere troppa importanza. Perché tutto è surrogabile. Meno i sentimenti. Tutto è seriale, meno l’arte pura, ché dell’Albatro di Baudelaire ne resterà sempre e soltanto uno ed inimitabile, verso dopo verso. La silloge, inoltre, suscita riflessioni circa il destino eterno di ciascuno, al momento di oltrepassare la fatidica linea d’ombra che separa la giovinezza dall’età adulta.
Forse si smette di scrivere poesie quando si comincia a fare i conti con la durezza di una realtà in cui la roulette gira e ancora gira, ma la pallina non va mai dove deve (c'è una Giustizia? C'è un Dio?). Forse si smette di poetare quando si smette di credere nell’Amore con la a maiuscola, quello che forse non esiste (anche se è bello crederlo), e si comincia a vedere il proprio partner come una creatura malefica, vampiro dell’anima che nutre e consuma al tempo stesso. Forse si smette perché viene un giorno in cui le rime smettono di baciarsi per fare sesso estremo. O perché c’è un istante bene/maledetto, un momento molto preciso in cui una persona decide fermamente di mettere la testa a posto e di guardare finalmente il mondo per quello che è (all’apparir del vero). Perché in quest’epoca, c’è poca discussione su questo, la poesia è andata a puttane (da cui la massiccia presenza di prostitute nei libri?) sotto i colpi devastanti delle deflagrazioni belliche veicolate dai massmedia nelle nostre case di comuni mortali. In estrema sintesi, mi chiedo: c’è ancora voglia di scrivere versi, davanti al video di un uomo decapitato nel nome di una follia cieca? A giudicare dalla prima silloge di Iasiello, la risposta sembra sorprendentemente affermativa. Perché il sacro mistero della poesia – qualcosa che tutti abbiamo dentro – sta proprio nella capacità di rinascere dalle proprie ceneri come araba fenice e di velare di purezza gli sguardi attoniti di chi percorre, non senza tormenti e dubbi esistenziali, le strade insanguinate di un pianeta che ovunque grida vendetta nel nome bastardo di interessi faziosi, mai rispettosi del bene della collettività. L’autrice è abbastanza conosciuta tra il popolo di Internet grazie ad un blog quotidiano (http://kinda.splinder.com)che le permette di esprimere se stessa, la propria interiorità di giovane donna, ma anche di studentessa di Lettere, e di gettare quei ponti virtuali che rendono possibile l’evasione dal tipico isolamento creativo dell’apprendista scrittore (a volte è un isolamento che fa danni, ma non è questo il caso). Da un punto di vista critico, questo suo libro è l’opera prima e come tale va considerata e collocata in un percorso diacronico ancora tutto da scoprire, ma la cura palesata nella realizzazione dell’opera, prefata da Alberto Ghiraldo (“è un continuo zigzagare che la fa maturare”) e chiusa dalla postfazione del citato Pedroni, contribuiscono a raffinare il frutto poetico complessivo, che rivela momenti di felice ispirazione. Personalmente seguo da tempo Stella Iasiello (in arte Kinda) con curiosità, perché "sento" che ha talento e quella vivacità intellettuale che la porterà comunque da qualche parte. Francamente da lei mi aspetto qualcosa di prezioso e particolare. E voglio scommettere con me stesso oggi, in tempi dunque non sospetti, di riuscire a vederle partorire quel germoglio d’idea affabulatoria capace di innescare l’inarrestabile flusso narr-attivo necessario alla genesi di quella raccolta di racconti che noi lettori del suo blog, autentica offi-cucina della creatività underground, stiamo pazientemente aspettando. L’autrice è giovane e non deve avere fretta. Ma c’è qualcosa in lei, qualcosa che spinge a leggerla. In tempi di preoccupante inflazione delle offerte librarie non è aspetto da sottovalutare. Kinda/Stella, del resto, è una che, come scrive Pedroni in postfazione, “ha il coraggio di scrivere poesie in questa epoca postmoderna in cui la tendenza punta tutto su un genere dadaista e selvaggiamente figurativo che lascia poco spazio ai guai intimi e quotidiani che tutti siamo abituati a condividere... immergetevi nella lettura delle vibrazioni e dei brividi che è riuscita a fissare in questa opera”. Per proporci il suo primo libro, Stella si è fatta bella. E non solo per avere le tette più reggae... Stella Iasiello, Ho smesso di scrivere poesie, Edizioni Il Foglio, pagg. 31, Euro 3,00 [Fernando "Uragano Tzigano" Bassoli] www.ilfoglioletterario.it email per ordini: ilfoglio@infol.it o lupi@infol.it blog “Polvere di Stelle”: http://kinda.splinder.com Questo articolo proviene da: http://www.lamette.it L'URL per questa news è: http://www.lamette.it/modules.php?name=Live_News&func=LiveNewsView&nid=892 |