
È un periodo in cui purtroppo i lutti si sprecano, e così il punk italiano degli anni ottanta sabato 25 ha perso quello che è stato senza dubbio il suo più geniale interprete nel circuito del fumetto underground e non. Sto parlando di
Gianluca Lerici alias
Prof. Bad Trip, da sempre un attivista della scena punk nostrana e un maestro riconosciuto che con il suo tratto inconfondibile ha influenzato e continua a influenzare un’intera generazione di nuove leve armate di matite a serramanico. Poliedrico, eclettico (passava indifferentemente dal fumetto all’illustrazione ai dipinti), crudo, ironico e iperrealistico al tempo stesso, Bad Trip è stato una delle pochissime voci di un sottobosco senza compromessi a giungere fino al grande pubblico grazie alla sola forza e consapevolezza del medium espressivo. Una consapevolezza sicuramente unica e di misura non comune, che chissà quanto ancora avrebbe potuto stupirci.

Per dovere di cronaca voglio qui precisare che non ho mai conosciuto personalmente il Prof. Bad Trip, quindi gli appunti che state leggendo sono frutto della mia personale impressione di lettore e (passatemi il termine) ammiratore dell’opera sua. Per me e per Lamette è una grave perdita, e insieme un punto interrogativo doloroso che rimane nell’aria, destinato a riproporsi sempre ogni dannata volta che ci si trova di fronte a un’incompiuta.
Probabilmente la scomparsa del Prof. determinerà una maggiore diffusione del suo lavoro, cosa insensata ma auspicabilissima: per quanto mi riguarda, invece, è un po’ la parola fine che chiude bruscamente una storia che voleva e poteva essere ancora lunga, ma la consacra contemporaneamente nell’Olimpo dell’indelebile.
Non nascondo neanche il rammarico per non aver mai fatto in tempo a provare a coinvolgerlo nella nostra rivista, perché certe reticenze di circostanza mi sembrano inutili.
Ho scelto di usare parole mie, infine, anche se Gomma ha scritto un
articolo decisamente più attendibile sul suo
sito, che vi consiglio di visitare. Non c’è un preciso motivo per cui ho buttato giù queste righe, forse la semplice voglia di rendere tributo. E che ci sia riuscito o meno, l’arte di Bad Trip fortunatamente rimane ai posteri. Ancora una volta, spero sia l’ultima, prosit.