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Recensioni mercoledì 09 maggio 2007:
Steven Blush – American punk hardcore (ShaKe Edizioni Underground, 2007)
 Finalmente edita in Italia l’opera monumentale di Steven Blush: American (punk) hardcore. Era dal 2001 che questo libro faceva bella mostra di sé nel mirabile catalogo della losangelina Feral House e se ne attendeva con ansia una traduzione, giunta adesso per quelli della ShaKe che vi hanno approntato anche un parziale e congeniale restyling, scegliendo di correlare il testo con un apparato fotografico in parte inedito all’originale e che contrassegna una scelta rilevante per ciò che concerne la ricezione italiana del volume. Completamente indenne resta invece l’impianto polifonico adottato da Blush per raccontare la breve e testosteronica scena della filiazione più eversiva del punk britannico; una manciata di anni che prende voce dalle innumerevoli dichiarazioni di coloro che vi diedero vita e che l’autore-curatore lascia che si alternino in un virtuale dialogo mai pedissequo, atto a riflettere l’isterismo di fondo che contraddistinse tale movimento.  Il coinvolgimento in prima persona di Blush in quella congerie d’attitudini, malumori e furori, conferiscono alla scrittura un’immediatezza che ben si confà con l’intento di definire le origini, lo sviluppo e la seminale dipartita di un gruppo di kids che cercarono di districarsi dalle spire ipocrite dell’ american dream a colpi d’ugola, disfunzioni acustiche e comportamenti che se la ridevano bellamente della political correctness.
Il nucleo più corposo del libro è poi costituito dalla minuziosa mappatura dei numerosi focolai, a nome Black Flag, Dead Kennedys, Adolescents, Misfits e Bad Brains, che avvamparono nella prima metà degli anni Ottanta gli animi irrequieti, alimentati ed esarcerbati dall’ottuso reaganismo in atto. Ampia attenzione il volume dedica anche al riflesso mediale, a dire il vero scarso, di tali umori; ragguardevoli restano le pellicole di Penelope Spheeris, l’imprescindibile The decline of western civilization e il pur considerevole ma meno noto Suburbia, e tutta la produzione brut(ale) di grafici e illustratori come Winston Smith, Raymond Pettibon e Pushead.
Prima di congedarsi con una dettagliatissima discografia, l’edizione italiana è arricchita con una postfazione che riporta la storia dei Kina, ad opera dei suoi componenti, per uno squarcio sulla scena nostrana che ancora attende di essere ricordata nella giusta maniera.
Steven Blush – American punk hardcore (ShaKe Edizioni Underground, 2007, pp. 464, euro 17,00
[Andrea Grieco]
Per contatti, o per avere il libro: ordini@shake.it
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Re: Steven Blush – American punk hardcore (ShaKe Edizioni Underground, 2007)
Stupendo
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Re: Steven Blush – American punk hardcore (ShaKe Edizioni Underground, 2007)
Sinceramente l'ho trovato scritto malissimo, un elenco inutile di gruppi e sottogruppi, di scontri tra polizia, punk, hc kids e co.
Chiaramente quando manca la capacità di selezionare, manca la capacità di interpretare. Ce l'ho da un mese e son oltre la metà ma non riesco a finirlo.
Il paragone poi con postpunk o please kill me o Marci,sporchi e imbecilli, ma anche l'italianissimo 100 dischi per capire il punk, è veramente improponibile.
Tra l'altro manca anche l'indice dei nomi e se cerchi qualcosa è veramente un casino. La parte che si salva è quella sui Bad Brains.
Morale: Non basta esserci per capire che succede. Bisognerebbe avere quel minimo di cultura per rifletterci un po' su.
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Re: Steven Blush – American punk hardcore (ShaKe Edizioni Underground, 2007)
L'ho letto in un paio di giorni io!
Sta gran lista di nomi non l'ho vista, sarà che quasi tutti i gruppi li conoscevo (esclusi quelli delle piccole città nell'ultima parte del libro)
Mi ha dato la giustia visione di quello che era senza soffermarsi troppo sulla musica.
Poi il paragone con 100 dischi per capire il punk non ha neanche senso, 2 libri che parlano di 2 cose diverse in troppi aspetti
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Re: Steven Blush – American punk hardcore (ShaKe Edizioni Underground, 2007)
sinceramente non l'ho letto, ma ho tutta l'intenzione di acquistarlo...l'ho sfogliato in libreria e per quel poco che ho visto l'ho trovato un libro molto intrigante...la sezione foto mi è sembrata ottima (con una particolare immagine molto divertente di Ian Mckaye dei minor threat e henry rollins, con tanto di barba, a confronto!!)...io ho "please kill me" e non riesco a smettere di rileggerlo tanto mi ha affascinato...forse non ci dovrebbe essere paragone, ma che sia scritto bene o male secondo me è da avere...
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| venerdì 03 settembre 2010 |
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