
Mi faccio perdonare della relativa assenza con qualche recensione che interesserà la collettività degli sporchi giovani. Ed ecco che ascolto per voi
Sottoterra, il disco nuovo di zecca degli eroi palustri del rock’n’roll indemoniato, che poi è anche il loro secondo full-length in assoluto dopo varie badilate di 7’’, split, demo-cd e raccolte e un primo album a titolo “La vita finisce la strada no”, del 2007. Chi conosce i
Bone Machine a questo punto dovrebbe sapere già cosa aspettarsi, e per quanto riguarda il 90% dei solchi che i nostri hanno sgraffiato troverà esattamente quello che sta immaginando: chitarrone torride vomitanti riff anni ’50 su blasfemie ballabili in un motel in mezzo al niente; presente il gruppo di ghouls che canta “Fumando marijuana” in “Dal tramonto all’alba”? Ecco, sì, una cosa del genere. Ma c’è dell’altro? La risposta è affermativa. Se ravanate con la manina rachitica nel pozzo del diavolo, oltre a queste consuete atmosfere – che ormai sono parte del loro brevettato e consolidato trademark – stavolta troverete un paio di soluzioni un tantinello più sperimentali nello psychobilly torvo della title track e soprattutto nei mandolini e nei richiami mediterranei di “Jimmy Scavafosse”, che considero senz’ombra di dubbio l’asso di picche del mazzo.

La bellezza di 15 pezzi, comprensivi di un paio di stomp che fanno da intermezzo (“Il ritmo selvaggio del peccato” e “Vendetta”), per l’ennesimo viaggio all’interno di un universo zombesco che vi conquisterà volenti o nolenti. I vecchi fan della band possono contare in particolare su un paio di nuove hit da balera (“La strada dei morti” e “Sono pazzo”) e su un remake del classico “Il diavolo l’ha preso” per soddisfare il loro desiderio sessuale di shakerare le chiappe.
Copertina firmata dal grande Moz/Officina Infernale (ma nella versione vinilica – perché sì, c’è anche l’Lp! – l’artwork è di Antoine Bernhart) per un disco che va immediatamente nella top ten dell’anno lamettiano in corso. Non fatevelo scappare, disperati e gelatinosi rockers.
[Simone]
Per contatti, o per avere il cd: info@billysbones.it